Sovranità monetaria

Chiudi SIGNORAGGIO

Chiudi DEBITO PUBBLICO

Chiudi LEGGE 262/2005

Chiudi BANCA D'ITALIA

Chiudi BANCHE CENTRALI

Chiudi SPECIALISTI IN TITOLI DI STATO

Chiudi SIM

Chiudi BANCHIERI - PRIVILEGI ED IMMUNITA'

Chiudi BANCONOTE

Chiudi SENTENZE

Chiudi INTERROGAZIONI PARLAMENTARI

Chiudi DISEGNI DI LEGGE

Chiudi BANCHIERI PASSATI ALLA POLITICA

Chiudi MASS MEDIA

Chiudi POLITICA E SOVRANITA' MONETARIA

Chiudi NEL MONDO

Chiudi MONETE COMPLEMENTARI

Chiudi I CADUTI

Chiudi ILL.MO PROF. GIACINTO AURITI

Chiudi FILOSOFI

Chiudi ASSOCIAZIONI

Chiudi I MIEI PENSIERI

Chiudi CONSIGLI PER UNA VITA MIGLIORE

Chiudi SCHERZIAMOCI SU

Chiudi THE MOVIE

Ricerche



Visite

   visitatori

   visitatori online

MASS MEDIA - Quotidiani

Scherzare col fuoco!!!


11 Dicembre 2009, due giorni prima del lancio della statuetta al Presidente del Consiglio Berlusconi, da parte di Massimo Tartaglia, il Giornale pubblica un bellissimo articolo:


Abbiamo ricominciato a tremare per le banche. Abbiamo ricominciato a tremare addirittura per gli Stati, a rischio di fallimento attraverso i debiti delle banche. Si è alzata anche, in questi frangenti, la voce di Mario Draghi con il suo memento ai governanti: attenzione al debito pubblico e a quello privato; dovete a tutti i costi farli diminuire. Giusto. Ma l’unico modo efficace per farli diminuire è finalmente riappropriarsene. Non è forse giunta l’ora, dopo tutto quanto abbiamo dovuto soffrire a causa delle incredibili malversazioni dei banchieri, di sottrarci al loro macroscopico potere? Per prima cosa informando con correttezza i cittadini di ciò che in grande maggioranza non sanno, ossia che non sono gli Stati i padroni del denaro che viene messo in circolazione in quanto hanno delegato pochi privati, azionisti delle banche centrali, a crearlo. Sì, sembra perfino grottesca una cosa simile; uno scherzo surreale del quale ridere; ma è realtà. C’è stato un momento in cui alcuni ricchissimi banchieri hanno convinto gli Stati a cedere loro il diritto di fabbricare la moneta per poi prestargliela con tanto di interesse. È così che si è formato il debito pubblico: sono i soldi che ogni cittadino deve alla banca centrale del suo paese per ogni moneta che adopera. La Banca d’Italia non è per nulla la «Banca d’Italia», ossia la nostra, degli italiani, ma una banca privata, così come le altre Banche centrali inclusa quella Europea, che sono proprietà di grandi istituti di credito, pur traendo volutamente i popoli in inganno fregiandosi del nome dello Stato per il quale fabbricano il denaro. Ha cominciato la Federal Reserve (che si chiama così ma che non ha nulla di «federale»), banca centrale americana, i cui azionisti sono alcune delle più famose banche del mondo quali la Rothschild Bank di Londra, la Warburg Bank di Berlino, la Goldman Sachs di New York e poche altre. Queste a loro volta sono anche azioniste di molte delle Banche centrali degli Stati europei e queste infine, con il sistema delle scatole cinesi, sono proprietarie della Banca centrale europea. Insomma il patrimonio finanziario del mondo è nelle mani di pochissimi privati ai quali è stato conferito per legge un potere sovranazionale, cosa di per sé illegittima negli Stati democratici ove la Costituzione afferma, come in quella italiana, che la sovranità appartiene al popolo.
Niente è segreto di quanto detto finora, anzi: è sufficiente cercare le voci adatte in internet per ottenere senza difficoltà le informazioni fondamentali sulla fabbricazione bancaria delle monete, sul cosiddetto «signoraggio», ossia sull’interesse che gli Stati pagano per avere «in prestito» dalle banche il denaro che adoperiamo e sulla sua assurda conseguenza: l’accumulo sempre crescente del debito pubblico dei singoli Stati. Anche la bibliografia è abbastanza nutrita e sono facilmente reperibili sia le traduzioni in italiano che i volumi specialistici di nostri autori. Tuttavia queste informazioni non circolano e sembra quasi che si sia formata, senza uno specifico divieto, una specie di congiura del silenzio. È vero che le decisioni dei banchieri hanno per statuto diritto alla segretezza; ma sappiamo bene quale forza pubblicitaria di diffusione la segretezza aggiunga alle notizie. Probabilmente si tratta del timore per le terribili rappresaglie cui sono andati incontro in America quegli eroici politici che hanno tentato di far saltare l’accordo con le banche e di cui si parla come dei «caduti» per la moneta. Abraham Lincoln, John F. Kennedy, Robert Kennedy sono stati uccisi, infatti (questo collegamento causale naturalmente è senza prove) subito dopo aver firmato la legge che autorizzava lo Stato a produrre il dollaro in proprio.
Oggi, però, è indispensabile che i popoli guardino con determinazione e consapevolezza alla realtà del debito pubblico nelle sue vere cause in modo da indurre i governanti a riappropriarsi della sovranità monetaria prima che esso diventi inestinguibile. È questo il momento. Proprio perché i banchieri ci avvertono che il debito pubblico è troppo alto e deve rientrare, ma non è possibile farlo senza aumentare ancora le tasse oppure eliminare alcune delle più preziose garanzie sociali; proprio perché le banche hanno ricominciato a fallire (anche se in realtà non avevano affatto smesso) e ci portano al disastro; proprio perché è evidente che il sistema, così dichiaratamente patologico, è giunto alle sue estreme conseguenze, dobbiamo mettervi fine. In Italia non sarà difficile convincerne i governanti, visto che più volte è apparso chiaramente che la loro insofferenza per la situazione è quasi pari alla nostra.




Provocazione Quella sovranità della moneta in mani private
pagina 1
pagina 2

file pdf dell'articolo

link alla pagina web del sito di "il giornale":
http://www.ilgiornale.it/economia/provocazione_quella_sovranita_moneta_mani_private/11-12-2009/articolo-id=406009-page=0-comments=1


Il 19 gennaio Rinascita, quotidiano di Sinistra Nazionale pubblica questo chiaro e semplice articolo:

Usque tandem...
Il 28 dicembre del 2005, con legge della Repubblica n. 262 si imponeva la restituzione delle quote di proprietà della Banca d’Italia – al 98 per cento oggi illegalmente detenute da banche, assicurazioni e soggetti dediti al lucro privato- che per legge dovrebbero essere controllati dalla stessa Banca d’Italia- non soltanto italiani ma di anche di diritto estero (Bnl-Bnp, Allianz, Fondiaria-Sai, Generali, Unicredit-Central bank of Lybia) - nelle mani dello Stato “entro tre anni” e come da “regolamento attuativo” da varare ex lege 400/88.
Sono dunque trascorsi illegalmente, dal 2008, termine ultimo indicato dalla legge per il trasferimento, ad oggi 388 giorni e le quote della banca centrale - virtualmente ente di diritto pubblico, nella realtà una persona giuridica privata - restano indebitamente ancora trattenute da società di lucro italiane e straniere in spregio dello stesso dettato costituzionale che dichiara, all’articolo1, che in Italia la sovranità appartiene al popolo.
Queste società finanziarie speculative, oltre a controllare così un organismo detto “pubblico”, appunto la Banca d’Italia, che avrebbe nelle sue funzioni il dovere del controllo proprio di tali enti di lucro, rifiutano arrogantemente di aderire alla legge e di cedere al valore nominale le quote ottenute con il sacco dell’economia pubblica coordinato dai vari Andreatta, Prodi, Ciampi e Draghi. Per restituire il maltolto pretendono di ottenere dallo Stato, un controvalore fino a 23 miliardi di euro – da prelevare dalle tasche dei cittadini tutti - con l’evidente fine di rinsanguare le proprie casse esauste da note ed errate speculazioni finanziarie.

Governo, batti un colpo.


Usque tandem...
Gli artigli della finanza su Bankitalia

 
file pdf dell'articolo

link alla pagina web del sito di Rinascita:
http://www.rinascita.eu/index.php?action=news&id=419
 


Data creazione : 21/01/2010 @ 23:49
Ultima modifica : 11/03/2010 @ 15:26
Categoria : MASS MEDIA
Pagina letta 251 volte


Anteprima di stampa Anteprima di stampa     Stampa pagina Stampa pagina

 
Parliamo di...

Chiudi ASCORBATO DI POTASSIO

Chiudi DOSSIER ALIMENTAZIONE

Chiudi GOVERNO D'ALEMA 1999

Chiudi GRUPP BILDERBERG

Chiudi INCENERITORI

Chiudi LAOGAI

Chiudi MODIFICHE AL CODICE PENALE - REATI D'OPINIONE

Chiudi QUESTA E' ARTE ...INCONCEPIBILE

Chiudi SCIE CHIMICHE

Chiudi SMALTIMENTO DEI RIFIUTI

Newsletter
Per ricevere informazioni sulle novità di questo sito, puoi iscriverti alla nostra Newsletter.
Iscriviti
Cancella l'iscrizione
18 Iscritti
Webmaster - Infos
News degli amici
Calendario

Citazione del momento :  

Un banchiere e' uno che vi presta l'ombrello quando c'e' il sole e lo rivuole indietro appena incomincia a piovere.

   Mark Twain

W3C CSS Skins Papinou © 2008 - Licence Creative Commons
^ Torna in alto ^